Nomina Energy Manager

Nomina Energy Manager: Scatta il countdown per nomina 2026

Per molte imprese italiane si riapre un dossier fondamentale: la nomina del Tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. Questa figura, introdotta dalla Legge 10/91, è comunemente nota come Energy Manager ed è il perno per promuovere il controllo dei consumi e l’efficientamento energetico. Il prossimo 30 aprile rappresenta il termine ultimo per comunicare la nomina alla FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia), che gestisce la rete dei circa 2.600 professionisti su incarico del Ministero.

Chi sono i soggetti obbligati?

L’obbligo della nomina Energy Managar scatta al superamento di soglie di consumo calcolate in TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio):

  • 10.000 TEP per le imprese del settore industriale.
  • 1.000 TEP per tutti gli altri soggetti (civile, trasporti, terziario, PA).

Un riferimento pratico: 1.000 TEP corrispondono a circa 1,2 milioni di m3 di gas naturale o a 5,3 milioni di kWhe.

Oltre l’obbligo: Il ruolo strategico

L’Energy Manager non è un mero esecutore burocratico. Il suo compito principale consiste nella raccolta e analisi dei dati sui consumi e nella promozione dell’uso efficiente dell’energia nella propria struttura. Secondo la guida FIRE, questa figura deve possedere un mix di solide basi energetiche, capacità di valutazione degli investimenti e doti comunicative.

Le sue attività spaziano dalla gestione degli acquisti di vettori energetici alla collaborazione con gli uffici acquisti per il green procurement e l’analisi dei costi del ciclo di vita dei macchinari (LCCA). Nelle organizzazioni complesse, l’Energy Manager può anche ricoprire il ruolo di responsabile del Sistema di Gestione dell’Energia (SGE) secondo la norma ISO 50001.

Sanzioni e Conseguenze della mancata nomina

Sebbene la legge 10/91 sia un provvedimento avanzato, molte aziende non hanno ancora adempiuto all’obbligo, favorite in passato da una scarsa applicazione delle sanzioni. Tuttavia, oggi i rischi sono tangibili:

  • Sanzioni amministrative: Previste per i soggetti obbligati inadempienti.
  • Perdita di benefici: I responsabili nominati possono beneficiare di servizi esclusivi, come la rete informativa FIRE, ma soprattutto la nomina è spesso pre-requisito per incentivi statali come i Certificati Bianchi.

Checklist operativa per il 30 aprile

Per preparare correttamente la pratica sul portale FIRE, segui questi passaggi:

  • Calcolo dei consumi 2025: Sommare tutti i vettori energetici utilizzati nell’anno solare precedente e convertirli in TEP.
  • Scelta del profilo: Decidere se nominare un dipendente interno (spesso un dirigente nelle grandi strutture) o un consulente esterno (opzione frequente per le aziende vicine alle soglie di legge).
  • Verifica delle competenze: Sebbene non siano richiesti requisiti formali per la nomina 10/91 , è preferibile puntare su figure con esperienza o certificazione EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) secondo la norma UNI CEI 11339.
  • Compilazione portale: Accedere al sito FIRE (http://em.fire-italia.org) per l’invio telematico della nomina.
  • Valutazione Nomina Volontaria: Se i consumi sono inferiori alle soglie, considera comunque la nomina. Attualmente circa 500 aziende scelgono questa via per migliorare la propria competitività.

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